sabato 29 ottobre 2011

Teresa e il sesso estremo DUE.

-Senti un po’.... ma tu che ne sai qualcosa... ma secondo te perché tanta gente digita su google “quella cosa”?-
-Terry guarda, non me ne parlare, questa è una roba che mi fa preoccupare!-
-Scusa ma cos’è che vanno cercando? Pensano davvero che il web sia il luogo giusto? O non dovrebbe essere la realtà a far loro capire il mondo?-
-Il web, i locali con quattro sgallettate che per fare le submissive vengono pagate. Ma dai te l’ho detto che tempo fa feci un esperimento, e me ne trovai attorno almeno cento!-

-Cento cosa? dimmi, ti prego, son curiosa! Raccontami questa storia!, accendi la tua memoria!
Arrivano sul nostro Blog digitando “sesso estremo” e altre cose strane di cui ho sentito poco parlare...-
-Teresa cara, tu vieni dalla campagna, tu sei ingenua, sei la mia creatura pulita che non conosce i fatti della vita... non voglio che tu sappia certe cose, che tu capisca per davvero, come gira il mondo intero...-
-Non puoi tenermi qui rinchiusa a parlare di fatti quotidiani e non spiegarmi perché in tanti vadano in cerca di certe emozioni. Sono stanca e sono stufa e tu lo sai che non mi puoi trattenere!-
-Sì, certo, tu pensi che da qui un giorno te ne potrai anche andare?-

-Certo, va bene, non dirmi la solita cosa... la conosco a memoria questa storia,
me l’hai ripetuto sino alla noia che sono la tua creatura inventata e che rappresento ciò che tu non sei mai stata.
Ma almeno racconta dei mali del mondo, così che ne possa parlare a fondo-.

- Ecco Teresa è da qui che si dovrebbe partire: certe pratiche sono una scelta e mai una costrizione, e il sesso estremo, a mio modo di pensare, non esiste senza amore. È una "via” di assoluta condivisione, di totale adesione intellettuale, di sintesi estrema dell’unione... per condividere un dolore così profondo devi avere con il partner una fiducia senza fondo.


-Sono per te originali e mai banali?-
-Sono senza ipocrisie, privi di finzioni e mascheramenti, condizioni essenziali che portano le coppie a perpetrare tradimenti.
Chi decide per un rapporto di un certo tipo, decide per l’esclusiva e per il legame più forte, quello che non ci lascia più sino alla morte. Ma certo è anche una questione caratteriale non tutti hanno la capacità di poterlo fare.
Questa è una pratica che oggi va di moda ma è così antica e amata, che dall’alba dei tempi l’umanità intera non l’ha mai dimenticata-.

-Uh come sono curiosa di sapere fin dove si può arrivare!-
- È un modo di essere, cara Terry, e non di apparire, una situazione in cui la punizione più severa non è che privazione, in cui è vedere il tuo carnefice che ti dà piacere. Ma non è un sentimento che si può creare, non è per “Vanilla”, è istintivo e naturale, non è mai costruito e non si può imparare, è solo un modo diverso per declinare l’amore, non è fatto di orpelli e non si trova nelle parole-.


-Allora io non lo potrò mai provare?-
-Tu sei diversa, sei solare, non ami legacci e ti ribelli a ogni punizione, non sei contorta né cerebrale, sei tutta panna e miele, non hai niente da farti perdonare: non puoi restare in ginocchio a pregare, non puoi supplicare piangendo, non puoi provare piacere trattenendo. Ti ho fatta diversa, ti ho fatta naturale perché questo amore, comunque, fa soffrire-.

1 commento:

  1. Stavolta sarò breve. Bella pagina, condivido ciò che dici e lo stile con cui lo dici, anche grazie alla presenza curiosa di Teresa, che qui sembra perfino ribellarsi, per troppa sete di sapere, alla sua creatrice.

    RispondiElimina