sabato 23 ottobre 2010

L'unica donna per te


In realtà oggi avevo ben altro da fare ma Teresa, che ha trovato in me l'amica ideale cui raccontare le sue storie, forse perché certa della mia riservatezza, mi ha scritto una lunga e mail confusa e così piena di contraddizioni che mi sono dovuta fermare più volte e ragionarci sopra.
Uno dei suoi amanti digitali, un tale Matteo, quarantenne single e decisamente maschio, le ha dato il "ben servito".
La storia, come con il resto della "sporca dozzina" andava avanti on line da alcuni mesi fra lunghe e mail, "buon giorno" appassionati, brani romantici, faccine e lunghe sessioni video.
Un paio di mesi fa, il primo incontro.

-Fantastico! Unico! Veramente eccezionale!- mi aveva urlato la sua bocca piccola e carnosa nella confusione del Pub, e alla seconda rossa media dolciastra, mi aveva raccontato l'incontro dalla depilazione intima fino ai particolari più scabrosi :dimensioni, durata e capacità polmonare.
Il viso rilassato, la pelle tirata e rosea, Teresa aveva tralasciato un particolare a mio avviso non privo d'importanza: il maschio in questione non voleva impegni a lungo termine e per la verità, nemmeno a breve.
Il medico quarantenne, felice della propria condizione di single, le aveva manifestato da subito, e per e mail, il desiderio di una conoscenza intima e carnale -quella che il maschio generalemente non nega a nessuna- e magari anche di un'amicizia ma di relazione, nemmeno a parlarne.
Teresa, per nulla spaventata, rimuovendo prontamente l'avvertenza e la modalità d'uso, aveva annuito. Ma dentro di sè, in segreto, nel suo intimo onnipotente e narcisista, custodiva la convinzione che il monito del maschio in questione fosse valido per tutte le altre ma non per lei convinta che, una volta assaggiata la mela, non ne avrebbe più fatto senza.

E come è ovvio, normale e anche giusto, il "toro" di segno e di fatto, si era lasciato andare a frasi che tecnicamente non servono che a prolungare la durata dell'amplesso e rendere l'incontro come qualcosa di più che un atto di per sé finalizzato alla continuazione della specie.
Frasi come -sei una dea, vorrei misurare il tuo corpo per tutta la notte, sei speciale- sussurrate mentre una qualsiasi "lei" mette in atto tutte, ma proprio tutte, le capacità e tecniche seduttive, sono più che giustificate.
La gentilezza nel portarla a cena dopo il lungo amplesso pomeridiano, una normale esigenza del corpo e il giusto prezzo per ripagare tanta generosità e abnegazione, ma sicuramente, in questo caso, il primo grosso errore.
Teresa infatti, nel buio delle sue notti solitarie, a tu per tu con il cuscino, ha traformato una bella e gratificante scopata nell'inizio di una lunga e romantica storia d'amore.
Ma l'errore fatale messo in atto dall'ignaro Matteo è stata la richiesta di un secondo incontro in cui Teresa infatti,
aveva già dismesso l'abito della "libertina" per indossare quello della "passionale"iniziando con un -potevi chiamarmi qualche volta- per continuare con vaghe domande sulle di lui amiche virtuali.
Inutile dire che il maschio, già in camera e con la preda, per quanto lacrimosa, seminuda e disposta a tutto, non ha resistito, lanciandosi in una performance affatto prevedibile o noiosa.

Non basteranno tutti i proverbi del mondo, i moniti delle nonne e delle vecchie zie a far comprendere a Teresa che non si deve lamentare.
Intanto, è una rarità che gli incontri siano due, il maschio 2.0 ha talmente tanta carne al fuoco che non basterebbero due vite per fare il bis con tutte.
Che poi lo abbia trovato "in forma" e in grado di soddisfarla è stato un vero miracolo, moltissimi -e qui si accuserà di essere castrante- sono meno, molto meno che normo dotati e così passivi che anche la posizione del missionario, assume la parvenza di sesso estremo.
E infine, che il maschio l'abbia addirittura invitata a cena -pagando pure il conto- merita un particolare apprezzamento, vista la capacità della maggior parte degli esemplari su piazza di evitare impegni che vadano più in là dell'abbassarsi i pantaloni.

10 commenti:

  1. Della lacrime dei postumi dell'"io ti salverò" (riveduto e corretto ad personam) sono pieni i cuscini. Mi piacerebbe sapere se il medico la saluta Teresa, quando la incontra per strada... perché di solito no. L'incontro rimane sempre "il nostro segreto"... Che culo!, grazie della fiducia! Io comincio a credere che agli uomini bisogna farla sudare; magari poi è lo stesso una botta o due e via, ma almeno il rapporto dura di più...

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  2. sono convinta anche io Diletta, infatti segue nota. baci e grazie di essere venuta a trovarmi qui. :D
    spero che il blog si animi al più presto...è il primo esperimento.

    elena

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Alla fine le donne, anche se credono di non avere aspettative, qualcuna ne hanno; o come minimo si affezionano (affezioniamo). Gli uomini... pare di no. E di chi lo fa, io penso "Ha un animo femminile....". Ma insomma è vera la banalità che le donne ci mettono sempre il cuore e gli uomini no?! Le distinzioni tra maschi e femmine sono tagliate con l'accetta, però calzano..........

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  5. Elena, grazie a te! Amo adoro leggere le tue storie VERE!

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  6. è anche grazie a voi che le scrivo!!! :D

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  7. odio
    1) gli uomini che per scopare, dicono ti amo e non è vero
    2) le donne a cui dici che vuoi solo scopare e ti dicono che a loro sta bene ma nella loro testolina, pensano, lo farò innamorare di me.
    3) anche gli uomini si innamorano ma data la vastità dell'offerta non fanno nemmeno in tempo a saperlo.

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  8. Nessun Leone forte e sano s'infila in una gabbia di sua spontanea volontà. Solo se è ferito in maniera letale vi entra con la speranza di sopravvivere alla notte, e sorride anche a chi gli chiude la gabbia alle spalle. Fidatevi di me...
    ROAARRR!!
    il Cozzaro Nero in cattività

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  9. Il "maschio 2.0" come definizione mi mancava, ma da quello che mi raccontano e che leggo sui libri, tutto si ripete uguale a 50 anni fa (e chissà da quanto tempo prima). Grazie della tua visita.

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  10. Grazie a te. Credo che tutto si ripete da sempre ma all'intellettuale va il ruolo di ridefinire e riadattare al nuovo linguaggio vecchie abitudini.
    Il mio ispiratore è comunque Bauman, è lui che definisce la nostra società come liquida e così anche le relazioni usa e getta.

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