giovedì 20 ottobre 2011

Teresa e la curiosità intellettuale.

Toc toc toc... c’è nessuno? Dovrei fare così quando invio il curriculum a qualcuno.
Che poi è strano come i più cafoni, siano proprio gli stessi che gettano sul mondo, e dai giornali, invettive e opinioni sui nostri problemi quotidiani.
Quelli che si affrettano a parlar male dei padroni, sono i primi a comportarsi da coglioni!
Non rispondono, e non c’è niente da fare: inviare a certa gentaglia la propria offerta di collaborazione è come lanciare un SOS in bottiglia e in mezzo al mare, equivale a morire.
Perché in Italia si sa che son tutti pecoroni.
Perché finché non sei un VIP, finché non sei “qualcuno”, finché uno dei nostri santi Guru dell’editoria non ha poggiato la sua mano benedetta sul tuo capo, puoi anche dire cose giuste e divertenti, ma per loro non sei nulla, per loro sei uno dei tanti.
Se invece scrivi male e hai poche idee, come spesso capita a chi si dice scrittore, ma ha soltanto le mani ben in pasta nel settore, allora ti fanno fare ogni ben di Dio di cose, anche scrivere roba sui lavori all’uncinetto, tanto a loro basta scrivere in fondo, o sopra, il nome dell’eletto.
Tanto si sa che l’italiano neanche legge, forse solo i titoli in grassetto, forse questo a loro basta a capir di che si tratta.

Qui hanno tutti la lettura trasversale e si senton titolati, qui sono tutti critici provetti appena laureati ma se wikipedia chiude i battenti, restano fermi lì a battere i denti.
Per non parlare poi di quelli sono “arrivati”, che stanno sì da qualche parte, ma continuano a sentirsi dei poveri frustrati.
Perché si sa che ormai, qui, niente è duraturo, che qui si segue l’onda del momento, e che si è tutti destinati ad un futuro oscuro.
Non è come un tempo che si aveva l’opportunità di crescere e migliorare, oggi un artista non è che un buon affare.
Per pubblicare o solo campare devi darti da fare a scegliere la maschera migliore, quella più giusta secondo la moda del momento, quella che colpisca l’inconscio collettivo e garantisca l’incanto di un istante.


Non ci vuole tanto a scrivere: grazie, ma di lei al momento, non abbiamo alcun bisogno. Si tratta di rispetto UMANO e non di un puerile sogno.
Si tratta di comportarsi solo come Dio comanda e di pensare che quello sfigato che non trova lavoro, è magari un pluri laureato che non ha nessun parente famoso e ricco in dono.
Ma credo sia inutile sprecare parole, chi mi legge non è certo lo stronzo che non mi vuole, quello le mail le cestina direttamente, così certo di conoscere a fondo i gusti della gente.

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