lunedì 31 ottobre 2011

Teresa e il quotidiano sdegno.

-Ah ecco, l’hai preso tu il giornale?
Ma scusa non potevi lasciar stare?
Oggi è lunedì e già sarà dura, e tu pretendi che mi metta a spulciare notizie alla ricerca di buone primizie.
Tanto si sa che oggi si parlerà dell’orsacchiotto Renzi, che proprio non so come riesca a tirar fuori argomenti tutto il giorno, che ancora non è parlamentare e già vorrei levarmelo di torno.
Ieri sera lo guardavo gesticolare in tivvù e senza volume, sarà ma a me pare anche lui dell’ottimo pattume.
Ricordo un suo sincero abbraccio con Marchionne –padrone vecchio stile- e alla Binetti cattolica dalla cintura di spine.
Intanto in giro già si dice che l’italiano medio lo vuole Presidente, cioè che io compresa, lo vorrei a Palazzo Grazioli, come non fossero abbastanza i miei malumori.


Una cosa, invece, mi fa scandalizzare e giacché ho la luna in vergine, vorrei puntualizzare: perché la povera Belèn l’hanno lasciata sola?
Non penso che questa del video sia una trovata pubblicitaria e nessuno –a parte quel gran figo di Travaglio- ha pensato di dire qualcosa su questo brutto imbroglio, sul fatto che il diritto alla privacy non è uguale per tutti, e che se sei bella e sensuale puoi anche essere guardata mentre fai l’amore, ripresa in un momento d’intimità e insozzata da tanta brutta umanità.
Nessuna femminista ha gridato alla scandalo, nessuno si è sforzato di eccepire, come se essere belle fosse un peccato da espiare.
Capisco perché le cose non vanno, ognuno difende la propria razza e non il sacrosanto principio di giustizia, come sempre si usano due pesi e due misure, come sempre c’è chi decide chi salvare e chi lasciar morire.

Mi pare che ci sia ben poco da dire.
La sensazione è che nonostante i sondaggi e il fare appello alla libera opinione, restiamo inchiodati qui a guardare chi è più in alto e si dà da fare.
Direi che sarà per me più proficuo cucinare anzi, fa la cosa giusta e passami il grembiule!
In questo schifo di paese, imprenditori giovani restano in mutande e per denunciare lo stato delle imprese, comprano pagine di quotidiani a proprie spese.
Vediamo banche che chiudono le casse a chi rimane qui a produrre e i soliti ricchi che non pagano le tasse. Imprese che hanno preso milioni dal governo e che vanno via di qui senza che nessuno, lassù, alzi un coro di sdegno.
La nostra voce si è fatta sottile, ci sono tanti media eppure nessuno ci può sentire.
Se si va in piazza e se succedono casini, rientriamo nelle nostre case con la coda tra le gambe urlando la nostra estraneità alle violenze.
Per tutto l’anno clikkiamo dei “mi piace” pieni di sdegno, scriviamo quanto ci fa schifo questo governo e poi ce la facciamo sotto se si presenta l’occasione di far sentire più forte il dissenso generale.
Questi continuano a usare auto blu con le sirene e termineranno la legislatura per beccarsi la pensione.
Okkei, perfetto! Allora sai che voglio fare?
Rimango qui nel letto a mangiar dolci e a parlare d’amore.

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