martedì 10 gennaio 2012

Teresa e la solitudine dei capi d'impresa.

Ho appena preparato una grossa millefoglie,
e mi son venute in testa delle strane voglie,
e guardando Marchionne in televisione,
mi sono domandata quand'è che fa l’amore
o se si domanda, anche in quell’istante
se quel rapporto lì sarà o no conveniente.














Se anche in quel momento così delicato,
ha  quell'espressione lì da amministratore delegato
oppure tutto a un tratto si fa timido e imbranato.
Tra uno strato di crema e un di cioccolato
l’ho voluto immaginare fragile e delicato,
chiamar per un consiglio il suo fedele avvocato.


Mi domando in cosa lui trovi il piacere
se lui in fin dei conti tutto può ottenere,
e poiché si desidera ciò che avere non possiamo,
chissà che cosa cerca lui che ha tutto vicino.
Come può sentirsi un uomo così importante,
che ottiente tutto al prezzo di niente.

Come i giardinieri che nella sua villa Svizzera
pagava un terzo del minimo stipendio,
dicendo poi di non saper nulla di tale scempio.
Che poi un uomo come lui che nasce normale,
saprà di certo, o forse per sentito dire, cos’è la fame,
e davanti a uno specchio dovrà pur passare.

Ma lo diciamo tutti che è un manager geniale,
che sopra il grande oceano sa come comandare,
e poi lavora così tanto e così di buona lena,
che farsi la barba per lui non vale la pena,
o forse sotto la doccia la fa una puntata,
o diciamo grazie a lui anche per l’acqua risparmiata.

Povero Sergio tra conference call e aerei
li reprime proprio tutti i suoi più bassi desideri.
Io non lo so proprio come si fan tanti quattrini,
ma tanti tanti tanti da sfamar grandi e piccini,
ma si sa che il soldo oggi è di chi se lo guadagna
e poco importa ciò, che un morto in croce insegna.

Lui lavora sodo, non e che “lavoricchia”,
è un manager mondiale e si rifarà in pensione,
di tutto il tempo perso a stare dietro alla fusione,
alla crescita, al volume, alle vendite e all’inflazione.
E non posso più pensare al capo d’impresa,
devo trovare venti euro per fare la spesa.

2 commenti:

  1. Brava Teresa, se ritrovo la memoria scriverò un libro sul mio rapporto con la femmina. Per fortuna è sempre la stessa da 40 anni così non posso sbagliare il nome e se è ancora qui, da qualche parte, è perchè sono stato bravo.
    Ciao.

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