mercoledì 11 aprile 2012

Teresa qualunquista

Esser nata qualunquista mi darebbe almen la gioia,
di non sentire il peso della mia buona memoria.
Io c’ero, per l’appunto, sotto l’hotel del “fu” Bettino
a lanciare monetine e a spianare un buon cammino.
Allora ero ragazza forte, giovane e ottimista,
ma oggi vorrei proprio essere nata qualunquista.



Non so se anche voi vi sentite un poco afflitti
da questo andare avanti in un clima di conflitti,
e in questo quotidiano di scandali e tangenti,
io sento forti brividi e mi batton pure i denti.
Non so quale sarà il nostro prossimo futuro
ma in questo clima qui io non riesco a tener duro.

Meglio allor parlare di passioni passeggere,
di trasgressioni piccole, sottili e ahimè leggere,
quelle di cui tanti sembran proprio aver bisogno
ma che si risolvono in un solitario sogno.
In un infantile andare su e giù con la manina
che ci lascia poi così: soli e forse più di prima.

Mi diceva la Susanna che sta sempre lì a chattare
che in soli sette mesi si è data un gran da fare.
-Il fatto è che sul social siamo tutti dei gran fighi
ma poi a tu per tu siamo vigliacchi e anche pigri!-.
Lo stesso accade quindi con i fatti di Governo
di cui tanto parliamo per restar poi nell’inferno.

Non è male, dice lei, aver l’amante virtuale,
ti distrae per un po’ ma senza farti male.
Lo stesso che postare frasi sulla rivoluzione
ma poi starcene quieti a guardar la televisione.
Forse un dì diranno che ci han tenuti quieti
dandoci l’illusione di esser tutti gran poeti.

Nemmeno ci si prova, dice Susy che ha esperienza,
infine dell’incontro si può pure fare senza.
E allora continuiamo a starcene qui dietro
a scriver frasi fatte sul nostro viver tetro
a fingere di esser grandi rivoluzionari
ma a pianger veramente sol se mancano denari.

Così no non si fa, non può succeder niente,
se non ci si sente parte in causa veramente.
Oppure è proprio vero che abbiamo solo a cuore
ciò che non ci guasta il nostro innato buonumore.
Che questo è un paese in cui si bada al proprio orto
e poi chi se ne frega se l’imprenditore è morto.

A me pare comunque che tutto questo virtuale
ci allontani un dall’altro e che faccia proprio male.
Fa male all’amore, al cuore e al cervello
ma forse è il potere che vuole proprio quello.
Far sì che risolviamo il malessere da soli
e che ce ne stiamo qui a clikkare buoni buoni.

I fatti che succedono ci scivolano addosso
e restiamo come cani a badare al nostro osso.
A me spaventa tanto, la facile ironia
su cose che non sono che un’importante spia,
la luce rossa che dovrebbe spingerci a reagire
anziché lasciarci a casa a far finta di sapere.

Allora perché no, mi trasformo in qualunquista,
la pianto di soffrire e faccio anch’io la mia bella lista,
di frasi fatte che suggeriscan soluzioni
mentre solo altrove fanno le rivoluzioni.
Restiamo tutti qui, io per prima, a cazzeggiare
quando c’è chi coi nostri soldi va lontano a veleggiare.

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