sabato 11 gennaio 2014

Deriva #44 derivadellaseduzione: il trentenne

Questo è un brandello di conversazione carpito presso una tavola calda in via del Corso, a Roma, su per giù un paio di settimane fa, e che trascrivo in tutta la sua profondità di contenuto. Le tre signore, all’incirca quarantenni e tutte e tre piacenti, discutevano di uomini, o meglio, di maschi. Insomma, di amanti.
(p.s. I nomi dei personaggi sono tutti di fantasia, inutile che andiate in cerca dei sottocitati maschioni che, se anche presenti sul social, non sono quelli di cui parlo nella presente deriva. Come sempre, vi invito anche a soffermarvi sul fatto che parlo di un maschio in particolare, quello che io conosco, di cui ho sentito parlare, o che, più semplicemente, mi ha confessato in DM i suoi drammi d’amore. Se vi sentirete rappresentati dal trentenne in questione sappiate che il merito è soltanto suo. Io ho semplicemente badato a presentarvelo. Delle tre signore, invece, non so niente di più).

Roma ore 13:40 sala affollata di una rosticceria.

Donna1: Alla fine l’ho incontrato.
Donna2: Chi?
Donna3: Belloeombroso?
Donna1: Naaa…
Donna3: Pornografico79?, Mioduro85?, Succhiameloforte?
Donna1: Ma no… Mioduro85 è un vero coglione.
Donna2: Machoimpossibile?, Virilemadolce?, Peloso83? Dai, insomma, chi?
Donna3: Duroeimpossibile?, Golosodite59?, Tresenzalevà?
Donna1: No… (abbassa lo sguardo) Angelosterminatore92…
Donna2 e Donna3: (in coro) Ahhh… quello con la PIC seducente? E quindi? Dai, racconta!
Donna1: E insomma… (le guarda con espressione prevedibilmente maliziosa)… insomma ci siamo visti in centro…
(Doverosa pausa, durante la quale Donna1 intinge un grissino nella salsa rosa, cui segue altra doverosa pausa durante la quale mastica il grissino per poi intingere, una dopo l’altra, tre delle sue dita nella bocca) Hummm… e… insomma, sì… ristorante, sì… conto pagato da lui, passeggiatina… altro drink… e poi… casa sua…
Donna2 e Donna3: (la guardano, sospese, in attesa di essere sorprese con un corposo e duraturo lieto fine).
Donna1: Ecco… diciamo che ha gran… beh, sì, direi super… (dalla distanza cui Donna1 ha posto i due indici, l’attrezzo dell’uomo ha del superumano. Le due amiche, infatti, fanno smorfie entusiaste e gesti significativi)… ha un buon odore… e poi, diciamola tutta… una gran bella lingua.
Donna2 e Donna3: (in coro) AHHH… UNA GRAN BELLA LINGUAAA… (poi, abbassando la voce accorgendosi di aver attirato l’attenzione di buona parte degli avventori) ahhh… una bella lingua…
Donna2: E quindi?
Donna1: E quindi… dopo un paio di belle cavalcate l’ho mollato.
Donna2 e Donna3: (Sgranano gli occhi).

Il mio trentenne è un ragazzo felice, nessun dramma esistenziale a occupare la sua mente, nessun’ombra sul passato, nemmeno un furto al supermercato, nessun divorzio, non una mamma un po’ troia, un padre alcolizzato o una sorella border line. Nessuna vita da rappresentare in un’autofiction da autopubblicare. Nessuna fattura lasciata in sospeso dallo psicanalista.
Il mio trentenne è cresciuto assieme a Harry Potter. È salutista, ridanciano e ottimista. Non fuma, non beve né fa uso di droghe. I suoi problemi più gravi sono quelli del parcheggio quando va in palestra o dall’estetista. Il mio trentenne è come tutti gli altri, ha barba, piercing e tanti tatuaggi. Sulla spiaggia non potrei nemmeno riconoscerlo per quanto è simile a tutti i suoi coetanei.
Sposerà presto la compagna di liceo e i suoi slip di cotone rosa confetto. Con lei farà due figli bellissimi, ma solo al momento giusto, quando casa sarà arredata del tutto, anche di splendide tende alle finestre, quando entrambi avranno firmato il contratto di lavoro, quando, insomma, famiglia e ragione diranno loro che è il momento adatto.
Il mio trentenne non ha mai votato. Fa di tutta l’erba un fascio, va per luoghi comuni e si adatta al pensiero della maggior parte.
Non vuole discutere e nemmeno ragionare. Ha visto che vuol dire leggere cose importanti e partire di cervello, come è successo a suo cugino, quello che adesso vive in Danimarca dove ripara biciclette.
Il mio trentenne vuole una vita tranquilla, il suo futuro l’ha deciso che andava ancora al nido e l’ha inciso sulla corteccia di un salice, nessuna sorpresa a parte nuovi record, quelli che raggiunge in ogni performance, che sia lavorativa, sportiva o sessuale.
Anche far godere è un obbiettivo che ha bisogno di esercizio e studio.

Il mio trentenne è un uomo razionale, anche se tuitta di continuo, e incoraggia chiunque, ad andare sempre dove ci porta il cuore.
Ama le quarantenni in bianco e nero, sì, proprio quelle che di autentico non hanno nemmeno le labbra del profilo, nemmeno i piedi infilati in tacchi dodici, nemmeno nuca o spalle. Ama la romantica del venerdì sera, quella che si fa prendere dal raptus di malinconia e che lui immagina come la protagonista di una pièce di Cocteau, semi nuda, sul letto disfatto, la voce rotta dal pianto e dal desiderio: ti prego, vieni qui, sono tua, ti aspetto.
Infine si accontenta di un po’ di messaggi, di una telefonata ogni tanto e di un’opaca promessa da quella con lo sguardo cinico, la battuta pronta e un che di logorroico: sì, presto, verrà il tempo. Cerca soltanto un su e giù di mano che non porti infezioni, bambini inaspettati, o traumi. La donna esperta sì, può far sorgere problemi, un improvviso risveglio delle voglie, di fantasie conosciute per sentito dire, messe da parte e mai approfondite, di cose che stanno bene addosso agli altri ma che rischiano di allontanarlo dal proprio fine ultimo: un mutuo, una casa calda, un amore perpetuo e perfetto. Un amore da favola.

1 commento:

  1. ahahah.. ma 'ndo sta 'sta tavola calda? (bollente direi.. ahah)
    p.s. già che va dall'estetista, il tuo trentenne, qualche problema potrebbe averlo...

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