mercoledì 22 febbraio 2012

Teresa e la rima IMPERFETTA


Forse son stufa e ora voglio parlar chiaro
Io faccio opinione e non per il denaro.
Le rime sono tante e tra loro assai diverse,
ci son quelle più oscure e quelle assai più terse.
Ma quella tra tutte da sempre la più amata
rimane questo è vero la rima baciata.

Forse protestate perché è quella che sapete
ma io ne ho almeno trenta e allora leggete:
baciata è la rima col verso seguente
da sempre più vicina al gusto della gente
quella che vuole cuore con suore,
o forse col più giusto e assonante ardore.

Quella alternata lo dice anche il nome
è troppo complessa perché dica la mia
usare poi il rimario mi fa male all’addome
cerco l’assonanza più vicina che ci sia.
Perché più arduo è parlar del chi e del come
che non dello sguardo della bella Sofia.

Quella incrociata la usa il gran poeta
E io che racconto cronaca ordinaria,
non posso ogni volta chiamar la segretaria,
che trovi la rima perfetta per l’esteta.
Teresa, che son io, ho un linguaggio colloquiale
racconto solo i fatti e non in modo demenziale.

Quella incatenata la usava il grande Dante,
ma io, e lo ripeto, non voglio fare poesia,
uso le assonanze e se servon tra le tante.
Io racconto cronaca scrivendo una ballata,
solo un altro modo per dare un’opinione,
ma non per ritrovarmi tra i versi impantanata.

Sempre una sestina vuol la rima ripetuta
se forma e contenuto son poi la stessa cosa
vi prego badate a tutto ciò che dite.
Quando un’accusa è sulla faccia altrui sbattuta
documentarsi si deve per non offendere chi osa
perché a far diversamente si causano ferite.

A quella invertita non ci penso nemmeno,
il mio è solo un gioco, una piccola follia,
non siamo in una scuola e non voglio maestri,
a giudicare da lì siete tutti un po’ maldestri,
e a me per il dolor mi prende un’extrasistolia,
senza certezza di un domani ultraterreno.

C’è la rima franta e quella spezzata,
quella rara, cara e poi la derivata,
quella equivoca, identica e ancora la perfetta,
l’inclusiva, la povera ed è chiaro anche la ricca,
la rimalmezzo e quella interna,
la rima per l’occhio oppure per l’orecchio.

E ancora l’eccedente e poi la sottintesa,
da non dimenticare è pur la siciliana,
quella guittoniana detta anche l’aretina,
la umbra, bolognese e in fin quella francese.
Insomma di rime ce ne son proprio tante
e non è carino sentirsi dar dell’ignorante.

La rima imperfetta è la mia preferita
quella che dà il nome persino alla rubrica.
Uguali le vocali e diverse le consonanti,
per raccontar la cronaca e i fatti che son tanti.
Si chiama se volete rima di assonanza
diminuisco la forma per dare più sostanza.

Una volta per tutte spero di aver chiarito,
il verso mio è imperfetto e anche un po’ ardito,
e a cercar nell’altro l’assoluta perfezione,
ci si ritrova infine a fare un grosso errore.
Leggete se volete ma state un po’ più calmi,
o prima di farlo recitate i vostri salmi. 

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