martedì 28 febbraio 2012

Teresa e la farfalla a sorpresa


Si avvicina l’otto Marzo e c’è già chi lo festeggia,
e per strada mezza nuda si mostra e pavoneggia.
Ma in fondo quella roba ce l’abbiamo proprio tutte,
belle, ignoranti, bagasce e donne brutte,
e fa più notizia il fatto che sia in Bocconi laureata
piuttosto che vederla con la gonna sin lì alzata.

Io da donna francamente sulle prime non capisco,
e a guardarla messa lì scoloro e un po’ stupisco.
Mi domando anche a che serva poi manifestare
per veder le mie battaglie a un tratto scolorire
di fronte a farfalle in mostra chiare e depilate
a mercimonio di menti ridotte a casse di patate.

Queste femmine rampanti messe lì dal Cavaliere
speravo veramente non doverle più vedere.
Ma si sa che se non hai un cervello funzionante
per forza poi ricorri alla news più accattivante.
Or mi aspetto anche un romanzo un po’ più che piccante
plaudito dalle masse come best seller spumeggiante.


Pensavo che qualcuna lo avesse alfin compreso
che ciò porta il nostro corpo a esser vilipeso,
che il potere a quel modo lo gestisci sin che dura
e che certa roba lì non è sinonimo di cultura.
Ma mi pare che alla fine ci sia un po’ di confusione
e che forse la Tommasi ha sbagliato di mestiere.

Ma se penso all’otto Marzo vengon su altri pensieri,
immagini e obbiettivi più degni e assai più seri.
Mi viene da pensare che siamo ancora in minoranza,
sul lavoro e per gli incarichi di vera militanza,
nei partiti siamo imposte con le nostre quote rosa,
come animali protetti che servon sì, ma non si sa a cosa.

Se penso a questa festa ricordo grandi adunate
che comunque or mi par proprio non siano servite.
Oggi come ieri in famiglia schiavizzate,
da un marito violento che ci prende a bastonate,
da un amante geloso che ci vuole legate
da un padre padrone che ci ha violentate.

Le cifre riportate sono proprio spaventose,
e certe robe lì non fan cambiar le cose.
La nostra libertà non si misura in questo modo,
è solo un buon cervello può scioglier questo nodo.
Se usiamo ancora il sesso come arma di ricatto,
saremo buone solo da portare a letto.

Poi alla fine quella lì non è che un’eccezione
una povera scemetta in cerca di attenzione
e i media gliela danno rimbalzando la notizia
di un’altra che la mostra e neanche è una primizia.
E visto che sta storia mi ha resa un po’ nervosa
or mi metto di gran lena a far la torta mimosa.

Ah... un ultimo consiglio lo darei alla signorina:
se la vuol fare vedere, che la faccia veder tutta,
il collant messo così è una roba proprio brutta!




1 commento:

  1. HAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!
    Deliziosamente perfida, ma purtroppo inutile visto che la destinataria bocconiana legge come parla. Con un fine senso dell'umorismo però, considerato che si era dipinta come una specie di vittima. Strano vizio, quello dell'ironia: se se ne abusa, l'effetto sulla psiche è simile a quello dell'alcol. O della droga.

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