martedì 19 ottobre 2010

Scrivere


Oggi come oggi, perché si venga pubblicati anche nel mondo analogico, non c'è alcun bisogno di saper scrivere. Non sempre.
Esistono infatti miracoli legati al mercato più che al talento.
"Avere qualcosa da dire" come diceva Dino Buzzati, dissertare sulle "malattie familiari" come amava fare Moravia, inventare nuovi stili, mettere su carta con buon gusto e originalità il proprio punto di vista, non necessita di grande sforzo.
Se hai una storia originale, se sei stata vittima di un fatto di cronaca, sarà la stessa casa editrice a contattarti e a scrivere il libro per te.
Qualcuno arriverà a casa tua con un registratore, ti farà delle domande a cui risponderai con dovizia di particolari e la tua storia verrà riscritta e stampata in 7.000 copie.
La seconda soluzione, praticata veramente da molti, è quella dell'editoria a pagamento.
Scrivi la tua storiella, magari di 70 pagine, didascalica e piena di errori, non ha importanza, e verrà ampiamente "editata" da professionisti, poi acquisti una buona quantità di volumi che regalerai ad amici e familiari e, in cambio, ti verrà promessa una distribuzione che quasi sempre si rivelerà minima e, in certi casi, per fortuna, inesistente.
Il mio Maestro dice sempre, parafrasando grandi autori prima di lui, che per scrivere è necessario essere degli intellettuali, salire sulle spalle dei "giganti", diventare dei "medium" e far sì che il fuoco della passione di vulcano si unisca alla ragione di mercurio. Tutto ciò, usando una sintassi così carezzevole e un linguaggio così forbito da metterti addosso un 'emozione quasi sessuale.
Sforzarsi di trovare qualcosa che sia nel dna comune, che colpisca tutti, che parli direttamente al cuore del nostro lettore ideale è uno sforzo necessario per scrivere qualcosa di veramente importante, che lasci un segno, un monito, una traccia nel nostro lettore, ma ci vorrà molto tempo perché un editore "serio" si accorga di te: talvolta anche anni. Se invece sei una escort da Premier, le case editrici faranno a gara per averti, tralasciando, e su questo non ci sono dubbi, talenti più duraturi e meritevoli.
Quindi, visto che non sono stata ancora pubblicata, e nonostante vivissimi complimenti e gratificazioni -solo verbali- di direttori editoriali, mi risolvo a mettere on line alcuni miei punti di vista.
Su questo blog non pubblicherò nulla dei miei romanzi, quelli giacciono sulle scrivanie di alcune case editrici, qui tratterò con un linguaggio decisamente leggero, dei rapporti uomo donna, dell'amore al tempo del web 2.0 e di quanto, a volte, l'eccesso di comunicazione crei in definitiva il vuoto culturale.
Teresa e Luca, entrambi quarantenni insoddisfatti e logorati fra l'eterno desiderio di amare e la paura di sentirsi intrappolati in qualcosa di non veramente soddisfacente, faranno alcuni interventi raccontando di momenti intimi e passaggi fondamentali della loro vita sentimentale.
E così Silvia, Alessandro e Lia.
Un punto di vista sulle diverse forme d'amore ma anche sulle forme d'amore diverso.

Nessun commento:

Posta un commento