venerdì 27 settembre 2013

Deriva #36 #derivaditwitter: Effetto scopata evitabile

Solita premessa: il presente post racconta il peggio di Twitter. I buonisti sono pregati di guardare altrove. Grazie.  

Vendette trasversali, invio di Troll, aggressioni di hater, malelingue in DM.
Ma anche, perché no, corteggiamenti più o meno lunghi che mirano soltanto al follou back. Proprio come si fa in amore, molti  lavorano di persuasione e ipocrisia fino a farci capitolare. Rituit continui che ti senti un genio, complimenti e smancerie che nemmeno il direttore editoriale di una mega casa editrice commerciale, e stelline, interazioni continue, menzioni, baci, buongiorno umidicci, Follow Friday come se piovesse. Poi, dopo, il nulla. Una volta ottenuto il follou back si danno che è una bellezza, come il maschio alfa in un villaggio vacanze prenotato soltanto per andare “in buca” il maggior numero di volte. Tu stai lì a farti bella nel costume più sexy che hai, e lui, in spiaggia, nemmeno ti saluta.  
Per chi non avesse mai letto le mie #deriveditwitter consiglio una lettura dei precedenti post, chi invece mi conosce sa esattamente a cosa e a chi mi riferisco.

Sono io in malafede?
Non credo. E comunque in questo caso le parole servono a poco, sono i fatti quelli che contano.
È ovvio, è chiaro, è scontato, è noioso, estenuante dover ribadire ogni volta che questa è una MIA personale esperienza: affinché non vi offendiate, affinché non m’insultiate, e non aggiungiate al mio ciò che, di fatto, è vostro.
Certo, io ho anche la fortuna di avere un gruppo di seguaci fedeli e sinceri, di persone che dopo il follou back hanno mantenuto lo stesso atteggiamento di prima, che ho incontrato di persona e che ho guardato negli occhi, ma per il novanta % della flora e della fauna tuittera così non è.
Perché il più delle volte decidiamo di aprirci un account solo per raggiungere un alto numero di fan e avere maggiore visibilità: self marketing, commercio, ipertrofia dell’Ego, e basta.
Anche se i Troll affermano il contrario, che non ci sono regole e che in realtà Twitter è un mezzo per socializzare, il loro odio naturale, che si esprime negli attacchi ai singoli account con molto follouer, dimostra esattamente il contrario.

La fase di corteggiamento.
Se il narcisista di turno, uno come me che abbia più di mille follouer, si sa prenderlo come si deve, è anche facilissimo farlo cadere nella trappola della reciprocità: basta carpire la sua fiducia e, soprattutto, riempirlo di complimenti e di rituit.
No, io non do il follou back a tutti, come ho spiegato in altre derive, vedo tuitter come la finestra che affaccia su un grande condominio. Avete presente i condomini del sud, quelli di una volta, di quando non esistevano telefono e citofono e si comunicava soltanto di persona?
Ecco. Una marea di voci che urlano cose tra le più diverse, il più delle volte poco interessanti, frasi d’amore smielate in seconda persone singolare (e che francamente poco interessano a chi non è direttamente coinvolto), citazioni, comunicazioni di servizio, e gatti. Guardo, scorro sempre le TL di chiunque e mi regolo: se si tratta di scambiarci opinioni sul pranzo, o sapere quante volto il bimbo ha ruttato, francamente evito.

Ma Twitter non è Facebook. Twitter è un sistema automatizzato che offre maggiore visibilità a chi ottiene più rituit. Ossia fa piovere sul bagnato.
Faccio un esempio pratico per i neofiti di turno. Se una Twitstar che mi segue (ed è già un bel biglietto da visita) mi rituitta, è chiaro che tra i suoi diecimila follouer, almeno tre decideranno di seguirmi e almeno dieci mi rituitteranno a loro volta e se, tra quei dieci ci sono altre tuitstar, il rituit avverrà in modo esponenziale e comparirà su moltissime TL in modo del tutto automatico. La Star va quindi omaggiata a più non posso affinché ci rituitti spesso.
Chiaro no?
Se anche il Romanzo di un certo autore famoso non lo abbiamo mai letto, e neppure acquistato,  va da sé che lo commenteremo comunque positivamente menzionando la Star che, per pubblicizzarsi, rituitterà il commento alla propria TL dandoci la tanto agognata visibilità.
Che senso avrebbe quindi condividere i centoquaranta caratteri un “pari grado”, ossia uno che ha lo stesso numero di seguaci o anche meno? Nessuno, visto che semplicemente gli daremmo l’opportunità di acquisire più follouer e non di ottenerne noi. Ecco perché si rituitta sempre meno. Ed ecco perché io defollouo i leccaculo.
“È più facile insegnare a un idrante la teoria quantistica che cercare di spiegare il tasto RT” scrive stamattina  @becan65
“Il modo migliore per fare #FF è fare un retweet” scrive @lagazza
No, è che Twitter funziona a Caste.
Gruppi di persone che si favoriscono a vicenda, che fanno ogni settimana sempre gli stessi #FF, e che si prodigano per la Star di turno.
E vi pare che questo sia un mondo dorato rispetto a quello che c’è fuori? Un mondo dove la libertà e la sincerità, come molti Troll affermano, sono così energicamente perseguite?

Se così fosse, la GENTE ci seguirebbe solo perché siamo interessanti e non, come fa un’altissima percentuale di feisbukkiani approdati su Twitter, per avere il follou back (italianizzo per vezzo non per "asinismo").
Non chiamiamo comunicazione e interattività ciò che è soltanto opportunismo. La buonafede e la sincerità c’è, sì, ma è rarissima sia qui che sul finto amichevole Feisbùk.

La maggior parte delle volte la relazione con il tuittero è una perdita di tempo e uno spreco di tuit, esattamente come nella vita, quando quel tizio che ci sembrava fantastico la sera prima, un uomo sincero e sicuramente disinteressato, si rivela soltanto una scopata evitabile.

3 commenti:

  1. Personalmente diffido delle twitstar e evito il follow-back perché penso che tanto non interloquiremo mai. Ne seguo alcune sparse nel mondo e che mi interessa leggere comunque. Ho superato i 1000 followers, non so perché, e questo mi allarma un po' perché non riuscirò mai a riconoscerli,a ricordarli, né a leggerli tutti. Non riesco a tenere sempre un occhio su TW per tutta la giornata. Mi infastidisce chi sta su TW per promuovere i suoi libri, siti, blog, ecc o le sue prove di poesia.
    grazie

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  2. Sono da poco su TW ma sono arrivato alle stesse conclusioni. Non mi è chiaro se prendi sempre le distanza da certi atteggiamenti sbagliati, o se anche tu, a volte, indulgi in qualche forma di "autopromozione".

    Andrea

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  3. Io sono su TW solo per auto promuovermi. Scrivo e voglio farmi leggere. La differenza è che i pochi rapporti che ho sono sinceri e che il mio intento dichiarato e non nascosto.

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