venerdì 1 luglio 2011

Quando la moglie è in vacanza il marito sta al caffè.


La giornata è stata bollente, le strade deserte mi accolgono all'ombra dei vicoli del centro storico.
Il ticchettio dei miei tacchi mi ricorda il tempo che passa e che mi godrò la serata tristemente sola.
Molte amiche sono al mare e io, eroica, ho deciso di rimanere in città giusto il tempo di mettere giù un paio di strategie sentimentali e lavorative.
Salgo per via Nazionale e svolto a destra, via del Boschetto, lo dice il nome stesso, darà refrigerio alle mie idee e passioni e, mentre il mio abito turchese svolazza pericolosamente, le mani combattono con folate di vento insistenti, sicuramente maschili.
Mi siedo al bar in piazzetta per il momento semi deserto.
Forse è ancora presto.
Comincio a sfogliare un libro, l’ho acchiappato al volo prima di uscire, giusto per avere qualcosa da leggere e rendermi da subito visibilmente single e, possibilmente, scoraggiare tutti quelli che hanno intenzione di parlare di politica.
Jung, mi pare un buon argomento di conversazione.
Anzi, faccio di più e allontano le sedie vuote per lasciarne una sola, la mia -detesto chi mi domanda se aspetto qualcuno solo perché gli serve un posto a sedere -.
Bene, mi metto in attesa e mi stampo sul viso un'espressione ottimista.
Sono le 19:00, eccoli che arrivano. Non ci si aspetterebbe mai una qualità così alta, almeno a giudicare dalla forma e dall'aspetto.
Ecco, il primo è perfetto.
Intorno ai cinquanta, giornale e occhiali da sole, cellulare sul tavolino e quotidiano giustizialista che fa tanto intellettuale, il maschio ordina un bicchiere di bianco.
Io continuo a far finta di essere impegnata nella lettura e faccio la conta.
Dopo circa venti minuti il bar è pieno di tavoli, ciascuno con un solo occupante di sesso maschile.
Invio subito un sms alla mia amica Teresa -vieni di corsa, qui è pieno zeppo di cacciagione-
Li osservo uno a uno, sono brava quando si tratta di adescare e avrei guadagnato certamente di più facendo un altro mestiere, ma i miei non avrebbero mai approvato e mio marito neanche!
Ce n'è uno che si dà un gran da fare, prende e lascia il quotidiano, guarda il cellulare e non sta fermo un minuto: abbronzato, camicia di lino chiara, jeans, asciutto e non troppo alto.
Ecco che abbassa gli occhiali sul naso.
Che carino... ecco che l'ingenuo mi sorride.
E adesso? Oh mamma mia... viene verso il mio tavolo e continua a sorridere, mi volto per vedere se per caso non è diretto altrove -quando non ho gli occhiali da vista mi capita di mal interpretare...- no, eccolo, è proprio me che vuole.
«E' da sola?»
Humm... Educato, bella voce, sguardo limpido e occhi scuri.
Ho solo qualche secondo per decidere, prima che il suo sorriso si spenga del tutto.
Se gli dico che aspetto qualcuno che non arriverà mai, rischio solo una figuraccia e Terry non mi ha ancora risposto, «come vede sono sola» e le mie labbra si allargano in un sorriso vagamente timido, non so dove sia riuscita a pescare questa espressione che credevo dimenticata, ma vedo che fa sempre un buon effetto.
Ecco. Adesso è lui che sottrae una sedia al tavolo del vicino.
Sorrido soddisfatta e gli guardo le mani.
Belle, abbronzate e lunghe, dita nervose, unghie perfette e...la fede al dito.

Mentre la signora è in vacanza nella proprietà a Fregene, al mare, insieme ai bambini e con la madre, lui si gode in solitaria la città eterna, andrà a trovarla nei fine settimana; nel frattempo, va a caccia di belle figliole!
Consiglio alle amiche single di rimanere in città almeno fino a fine luglio e di fare qualche puntata nei caffè del centro dove maschi liberi, abbronzati e pieni di buone idee, si specchiano pieni di aspettative per la serata nei loro bicchieri.

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