martedì 14 giugno 2011

Teresa e il compleanno della sua migliore amica.


Stanotte non mi ha telefonato per raccontarmi dell’ennesimo fallimento amoroso, del costume da bagno che è diventato troppo stretto, dell’abito firmato comprato al mercatino o dell’allegro flirt che si è rivelato assai noioso.
È sempre la prima a cantarmi la canzone d’auguri a volume insopportabile, corredata da risate sovracute e piccoli strilletti.
Oggi, dopo il mare, sarò costretta a lasciare che mi tiri le orecchie con forza, perché Terry è incisiva in tutto, dovrò lasciare che le candeline le metta proprio tutte, non una di meno sulla grande torta che da tre giorni per me sta preparando.
Stasera verrà con me a fare il terzo incomodo e mettere le dita sulla candela e mangerà dal mio piatto ostriche e cozze e ruberà la mia croccante paranza, fumerà due tiri d’erba per stare ancora un po’ più allegra e ci seguirà fin sulla spiaggia per guardare la luna.
Stasera con me ci saranno anche Justine e le sue battute sessiste ma anche Marina che piange di continuo perché il suo egocentrico intellettuale non ha intenzione di cedere.
Ma è solo Terry che per me organizza feste a sorpresa, quelle in stile americano con i palloncini, e gli invitati più improbabili, che mette in scena le celebrazioni che detesto da sempre e che adesso, visto l’alto numero di candeline, fuggo come la peste.
Per questo compleanno mi auguro che Terry finisca a lavorare per un buon settimanale, al posto di certa posta del cuore improbabile e poco interessante, spesso scritta da uomini o donne stanche e che, dell’amore, di certo amore liquido, non sanno proprio niente.
Mi auguro che Terry partorisca molti bimbi e tutti sani, grassottelli come lei e pieni di gioia di vivere: i miei nipoti, i miei bambini virtuali.
Ma già ieri ho avuto un grande regalo, e mi auguro che, presto, certa gentaglia rimanga a governare in casa propria e non noi gente per bene, noi che ci facciamo un “culo così” per campare e che a quest’età ancora non sappiamo se riusciremo a morire in pace nel nostro letto o in uno squallido ospizio.
E chissà che faccia farà la mia migliore amica quando vedrà l’anello nuovo che porto al dito, quello che l’uomo che mi ama mi ha regalato perché diventi la sua sposa: in tailleur rosso, finalmente, salirò le scale del comune, come le spose indiane, piena di colori.
Ho avuto già molti regali, ho attorno a me tutti i miei ricordi più cari, i pomeriggi con Celeste a ridere di questa vita assurda che lei ha perso troppo presto e che io non so più come gestire.
Teresa mi riempirà di strani cappelli e costumi anni cinquanta e mi lascerà addosso il suo odore di cannella e quella vitalità che mai si stanca, l’ottimismo che io le ho regalato e che tanto mi appartiene, affinché mai niente di terreno e troppo umano ci possa turbare.
Teresa è ciò che io non ho tempo di essere, lei vive per me la vita che non ho più la capacità né la voglia di fare: così frivola e piena di vitalità infantile e che io, così impegnata a cercare di campare bene, devo ormai, per sempre, tralasciare.
Buon Compleanno a tutti i mercuriani ma anche a chi non sopporta certa prosa “lutulenta”, grazie per gli auguri a chi mi conosce bene e a chi mi ha vista solo in quest’icona, grazie a chi continua a incoraggiarmi con sincerità e vero affetto.
Grazie a Teresa che è così paziente da aspettare che io trovi la mia vera voce e una buona opportunità editoriale.

2 commenti:

  1. Beh, che dire se non: auguri!

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  2. Questo me l'ero perso ma tanto gli auguri sinceri valgono tutti i giorni! Mi hai commossa!

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