mercoledì 11 giugno 2014

Batteri che infestano l’editoria sana, condannandola a DECOMPORSI.

L’editoria a pagamento ha molte facce, ma che ci fossero portatori di sfiga che augurano il fallimento a tutti i piccoli editori che rischiano di tasca propria, senza obbligare gli autori a pagare, e soltanto perché praticano un sano e ormai dimenticato scouting, ha del paradossale.
Perché è questo che lo pseudo intellettuale ha augurato al mio Editore, dopo che gli ho risposto che non lavoro gratis e che, un micro guadagno lo ricavo anch’io, pur sconosciuta ed esordiente.

Non c’è bisogno di fare nomi, chi ha ricevuto l’invito a partecipare alle raccolte antologiche in questione riconoscerà, nelle righe seguenti, l’identità dello squalo.
Su FB ha 694 “Like” e sembra anche che gli “autori” ne siano entusiasti.
Il linguaggio dell’e mail è pseudo manageriale, infatti, il batterio esordisce con un fastidioso e generico “salve” che di per sé basterebbe a instillare un serio dubbio sulla sua professionalità: già nel 1999 i Manuali di Comunicazione on line invitavano gli addetti ai lavori a personalizzare sempre le e mail pubblicitarie.
Comunque, il tizio inizia vantandosi di aver salvato decine di case Editrici non a pagamento dal sicuro fallimento per proseguire poi con la lista dei volumi “aperti”, tutti a suo nome, per lo più saggi di filosofia, che già mi domando cosa voglia da me, che sulla copertina di FB ho postato la copertina di EROTIC +.
Non gugola nemmeno il grande manager.
Non s’informa.
Lui pratica la pesca a strascico. Illegale ma evidentemente fruttuosa.
Lui pesca a caso nel mare di FB pieno zeppo di aspiranti e ingenui scrittori in attesa di pubblicazione.

Perché ormai dovremmo saperlo tutti come vanno le cose!
Esistono centinaia di Manuali e Blog che mettono in guardia aspiranti scrittori da sedicenti Editori che pubblicano previo contributo.
Ci sono liste! Elenchi! Indici!
La novità che contraddistingue questo parassita sta nel linguaggio che lo “sperimentatore artistico”, così si definisce, usa, dal piglio “social democratico”, dall’umore “collaborativo e associazionistico” nonché dalla forma sgrammaticata.
Infatti, aggiunge che la sua è un’iniziativa “socialista”, che si tratta di un “collettivo”, e che, in base alla loro ideologia “equo e solidale” e “no profit” delle sue iniziative, invierà vari format esplicativi corrispondenti che, con la massima equità (e due), “prevederanno” una quota minima per i costi di editing, stampa e spedizione, quota equivalente all’acquisto obbligato di almeno tre copie dell’antologia in questione.

Dopo aver cercato d’interpretare, o meglio di tradurre, il senso compiuto della frase, mi stropiccio gli occhi e rileggo la missiva dal principio: beh, le Antologie hanno un costo che va dagli 80,00 ai 100,00 euro.
Ma non finisce qui. Perché se il povero esordiente si è fatto furbo, anche il parassita ha trovato il modo per ricavare comunque profitti dal “sogno di scrivere”. La loro, puntualizza il tale, non è una casa editrice “usuale”.
Infatti.
Non c’è che dire, penso, i truffatori si sono evoluti e ora fanno leva sul materialismo spirituale, perché lui, logistico e amministrativo, aggiunge di voler salvare l’autore da “inutili narcisismi” non riconoscendogli alcun compenso, perché, spiega, ci sono tantissimi esordienti (cioè poveri ingenui) che aiutano nello start up le giovani case editrici, che hanno titolari soci MAI retribuiti. Dice lui, è ovvio.
E ancora: Gli artisti si mobilitano (creatività e denaro), i soci si mobilitano (esecuzione e lavoro non retribuito), il mediatore, io (cioè lui), mi mobilito.
Rido, e mi domando, da ex imprenditrice, perché il denaro non lo mettano i soci, come si fa in ogni società che si rispetti.

Il curatore editoriale sappia che il narcisismo è anche il motore, forse l’unico, al di là della speranza in un’improbabile immortalità, che spinge un essere umano sano di mente a scegliere un mestiere dal quale ricaverà per lo più precarietà e frustrazione.
Alla mia risposta, il benefattore che salverà l’editoria dall’io ipertrofico e dal sicuro fallimento, risponde piccato che io non sono nessuno, che io non emergerò mai, che sono una povera illusa e frustrata.
La stessa cosa ripete da mesi a tutti i blogger che l’hanno denunciato.
Il nome della casa editrice, comunque, è nel titolo di questo post.



2 commenti:

  1. vedo che quel mitomane è venuto a scocciare anche te. Con me ci è andato ancora più pesante, dandomi anche del terrone-comunista-piagnone. Poi, dopo un paio di vaffa incassati in sordina, mi ha scagliato contro l'anatema editoriale. Roba da TSA

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  2. Nel giardino di questi "esseri"sboccia la ragazza esile dell'Uomo di Transizione.Si!è lui l'uomo di transizione,sono essi l'humus dal quale le "Ragazze per niente esili oramai"traggono nella determinazione la forza per non sottostare al ricatto.Scriveva Gesualdo Bufalino:(Chi scrive per il suo tempo,non speri di sopravvivergli).Bene: il curatore editoriale lo tenga in mente perché potrebbe accadergli fra non molto di poter scrivere nelle sue e mail solo e soltanto "Salve".@eliodoro948

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