sabato 3 dicembre 2011

Teresa senza pensione e il Premier va a riferire.

Quindi il nuovo Premier si è salvato “in corner” e ha deciso di riferire prima in Parlamento che dal "vespone”.
Però mi sa tanto di già vista questa storia del confessionale,
Me la ricordo molto bene la paraculata contrattuale.
E il bello è che Terry è così stanca e nauseata,
che ha deciso di sostituire il budino alla crostata,
e tirare tagliatelle da fare alla bolognese,
anziché una più leggera ed economica caprese.


Terry, e anch’io s’intende, siamo d’accordo con la tassazione,
lei e io siamo vere proletarie,
e non solo a parole,
non come chi sul web posta e riposta articoli e finge di piangere lacrime amare.
Io e Teresa non avremo mai quarant’anni di contributi e una pensione,
e ci auguriamo così di fare un lungo viaggio India senza ritorno,
o di lasciare questo mondo quando siamo ancora in forze,
prima di venir rinchiuse in un ospizio.
Questo il destino di chi non riceve dallo Stato un lauto vitalizio.
O di chi come noi ha vissuto una vita da cicale,
suonando mandolini e dandoci da fare ad amare
anziché come fan tutti che stan lì ad accumulare.

La settimana di Teresa, in compenso, è stata una tragedia,
e non perché guadagni una miseria o perché da qui non veda prospettive,
anche perché di certe robe tristi è meglio non parlare,
meglio tenersele per sé e urlare al mondo intero che si sta bene.
Non è nemmeno perché l’auto è una carretta da buttare,
e che per metterla a posto si dovrebbe per lo meno prostituire,
come la ragazza che mette il proprio corpo come taglia,
e dio non gliene voglia,
e non gliene voglia neppure la propria coscienza,
lungi da noi far del moralismo,
è solo che darla gratis è sempre meglio,
mi fa schifo confondere il piacere con il più basso consumismo.


Terry è distrutta e stanca per il solito bidone,
per la solita buca del quarantenne burlone,
quello che si è dimenticato di avere una riunione,
che l’ha lasciata in centro ad aspettare a un angolo di strada,
dopo averle inviato un poco originale essemmesse di scusa.
Un invito al volo, da uno che proprio non ti aspetti.
Uno di quelli che passa il tempo a cliccare sui “mi piace” e a commentare,
che pensa di lusingare con e mail mielose e in piena notte,
e a volte ci riesce,
come con Teresa che ha speso ogni risparmio per fare la spesa
e che adesso io sono costretta a mangiare
e bere assieme alle sue lacrime amare.

Mi spiace ma non è più tempo di fare solo ironia,
Teresa adesso dice la sua.
Che vi piaccia o no questa è la società dei magnaccioni,
non sono io che vado per luoghi comuni.

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