lunedì 4 agosto 2014

Da esordiente a esordiente

ILLUSIONI E SOGNI: Non pubblicare pensando che dopo chissà che cosa accadrà, sognalo pure ma non farti illusioni, cerca di entusiasmarti all’idea di aver fatto un primo passo importante, hai ancora molta strada davanti. Metti pietre di paragone sul tuo cammino. Se non ne trovi, se non riesci a credere di poter fare a qualcun altro l’effetto che il tale scrittore ha fatto su di te, allora fatti un paio di domande e cedi il passo ad altri.

REGALI: Non regalare il tuo libro. Come mi disse il buon Mario Desiati: i libri degli amici si comprano. Se qualcuno vuole sapere come scrivi andrà in libreria, se si sentirà costretto a leggerti ti snobberà.
Non sprecare copie per critici importanti, non leggono esordienti se non sotto ordine delle lobbie.
Evita di asfissiare scrittori che ti hanno gentilmente dato il loro numero telefonico o l’indirizzo di posta. Evita di farlo soprattutto se non li stimi veramente, se non li hai letti e non li conosci.
Se qualcuno che ha ricevuto in dono la tua preziosa pubblicazione non ti risponde, ci sono soltanto due ragioni: non l’ha letto, l’ha letto e non gli è piaciuto. Allora, se ti serve, sentiti libero di mandarlo a fanculo anche milioni di volte ma fallo dentro di te. Celare la propria frustrazione talvolta può essere utile.

PRESENTAZIONI: Quando accetti un invito a presentare il tuo libro non credere succederà a te ciò che hai visto accadere ai più famosi, un pubblico che ti abbia già letto ed entri nel merito della storia. Immagina, piuttosto, di dover intrattenere un pubblico che annuisce stancamente nonostante tu faccia salti mortali per interessarli. Sono lì per curiosità o per noia non per sapere cosa spinge qualcuno a scrivere un libro, una storia piuttosto che un’altra.

GUADAGNI: Pretendi che il contratto sia rispettato e che i tuoi compensi ti siano regolarmente versati, non abbassare la testa pensando di offendere l’Editore ma non fare l’errore di prenotare vacanze in Cina o in Giappone. Per quanto giustamente tu creda di aver scritto un capolavoro, sii consapevole del fatto che hai appena cominciato e che comunque ti trovi all’interno di un enorme mercato, che al mercato la roba si vende a chilogrammi e che per vendersi a chilogrammi deve piacere a tutti, mentre il tartufo, quello di alta qualità che soltanto a odorarlo ti viene su duro, quello si spaccia tra intenditori, nelle case di campagna di signorotti dal palato fino.

COPERTINA: Scegli l’immagine più giusta per la tua storia, ma dimentica di vederla in vetrina.  Quelle si pagano, lo sanno anche i bambini. Sugli scaffali la tua creazione capiterà di rado, anche in libreria e, nonostante l’Editore ti abbia garantito un’ottima distribuzione, sarà reperibile sempre e soltanto su ordinazione del libraio da cui i tuoi amici si sono recati a farne paziente richiesta. La libreria, come la salumeria di quartiere, espone i prodotti più venduti.

ESERCIZIO: Non aspettare che il tuo primo romanzo faccia “il botto” prima di scrivere il secondo. Esercitati quotidianamente. Se non lo fai, se riesci a vivere per settimane intere senza taccuino e matita, allora tira tu stesso le somme e un bel sospiro di sollievo: non sarai nel novero degli infelici che si sentiranno sempre e comunque surclassati da qualcun altro, né tra i pochi fortunati che arriveranno a coronare un sogno.

BUGIE: Non fingere che il tuo romanzo sia andato a ruba alzando del quadruplo il numero delle vendite. Quelli che scrivono conoscono già i numeri del mercato.

EDITING: La gioia, così come il dolore, ci mette in condizione di sentirci al centro del mondo ma gli altri, tutti quelli cui domandiamo attenzione, hanno la propria vita da vivere. Non dimenticarlo. Un editor è un editor, non nostro fratello, viene pagato (quando gli va bene) per fare il suo mestiere di cacciatore di errori. Non ti offendere se non ti loda e ti corregge, sentiti fortunato di poter imparare qualcosa e progredire. Non restare attaccato alla frase che ti piace tanto quanto la cozza allo scoglio. Lascia andare.
Impara ad accettare le critiche o a contestarle sensatamente. Un editor ha più esperienza, è vero, ma non è dio. Sceglilo per ciò che ha già corretto o scritto e per il suo curriculum, non per simpatia, affetto, o perché non conosci nessun altro.

FERMATI: Sappi aspettare piuttosto che stampare a tutti i costi, prendi tempo. Allo stesso tempo non cercare la perfezione a tutti i costi. È il primo romanzo. Prova a sentirti soddisfatto comunque: scrivere una storia è già un miracolo ma scriverla bene non significa necessariamente trovare il successo. Come dice il saggio, il viaggio è più importante della meta.
Punta a scrivere un capolavoro ma confessalo soltanto a te stesso.
Scommetti sulla galanteria del tempo più che sulla raccomandazione di qualcuno.



SEDUZIONE: La vita va sedotta, mai ricattata. Pensa che l’unico fine è la scrittura, la pubblicazione è soltanto un mezzo per far arrivare agli altri il tuo punto di vista. Non scrivere per piacere al mondo a tutti i costi, la seduzione è qualcosa che poco ha a che vedere con il gusto estetico imperante e imposto dai marketing manager. Colpiscono nel profondo più la particolarità e la scrittura personale che la leggibilità a ogni costo. La scrittura è un viaggio attraverso noi stessi che poco ha a che fare con l’apparire. Oggi, Flaubert, stando alle opinioni che avevano di lui i suoi contemporanei, non accetterebbe mai un invito da Fabio Fazio. Beh, io, ovviamente sì. Ma purtroppo non sono Flaubert.

3 commenti:

  1. hai, volutamente immagino, scritto un decalogo. per me, che pure sono lontano da questo mondo, è stato piacevole leggerlo. non credo per te scriverlo, si sente la tensione, ma anche il controllo ed il disincanto. e mi fai venire alla mente Fabrizio De André ai suoi esordi, quando ascoltai a casa di un'amica i suoi, per me, primi pezzi: ad esempio Carlo Martello... (mi sembrava strano che nessuno ne parlasse, malgrado la sua bravura) poi però, ad un certo punto, iniziò a fare concerti dal vivo, cosa che sino ad allora aveva sempre rifiutato. si parlò sui manifesti e sulla stampa, di "un mito in pubblico"... le cose cambiano... Silvano C.

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  2. Sarò sincera: forse per un momento mi sono illusa, ed è stato quando mi sono arrivate le venti copie in omaggio. Quando ho tenuto il libro tra le mani. Il giorno dopo già combattevo con gli amici che non lo trovavano in libreria e con quelli che hanno aspettato più di un mese la consegna di Amazon. Quando lavoravo in teatro avevo lo stesso identico atteggiamento. Per me non era importante recitare al Valle o al Pub di piazza della Pollarola. Era importante recitare. So già che morirò povera, anche se forse un amante ottantenne disposto a ospitarmi e amarmi lo troverò sempre... non lotto più. Vedi, Silvano, quando provi una cosa come il fallimento, che significa avere la responsabilità di più di 200 persona che mangiano e vivono grazie a te... tutto il resto è una passeggiata. ;)) E scrivere, ora, è già il massimo della felicità.

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  3. Non morirai povera, anzi, non morirai mai. Una che ha un cervello così non deve morire mai. Poi se un giorno deciderai di trovarti un amante ottantenne - immagino per vitto e alloggio- sappi che sono fuori concorso per superati limiti di età, ciò non di meno, contribuirò affinché tu possa avere un tenore di vita alto; almeno quanto alto ci hai tenuto il morale leggendo i tuoi scritti. Sempre brava Bibolotti. Un abbraccio Lucky

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