sabato 5 gennaio 2013

THE RED LIST #Grazia




Il suo nickname è “cinica70”.
Medico di base e mamma di due bambine, nel tempo libero, quello che toglie senza troppi sensi di colpa alle sue figlie, alla cucina e agli obblighi familiari e di lavoro, scrive.
Suo marito l’ha dimenticato -con rapidità da telefilm americano- in un freddo mattino d’inverno nell’aula divorzi al terzo piano del Tribunale di Roma. Lo sente solo per raccomandarsi del mensile e della retta per la scuola delle figlie che non chiama mai con nome proprio e che, sbattute come l’acqua del mare, passano la loro giovane esistenza tra tate, nonne e doposcuola.
I suoi obbiettivi sono giornalisti e scrittori, che sono tanti, che sono importanti e che sono star.

Il suo blog colorato è divertente e ironico.
Si diletta a fare autocritica feroce. Sa che così si deve scrivere: parla di cellulite e dei problemi della quarantenne, di tacchi alti, di quanto sia amaro non poter più salutare con il braccio alzato l'amato che parte, e di quanto il sex toy sia più comodo del suo ex marito.
Nella realtà non ha mai usato neppure il classico vibratore, ma sa che esibire qualità scandalose è meglio che cercare un po’ di verità magari anche un po’ lisa.

Sogna di fare il botto: di cambiar vita, cambiare status, cambiare città, cambiare naso, e cambiare tette.
La sua prima misura acerba evita di guardarla persino allo specchio e colleziona senza vergogna riempitivi per reggiseno.
Il suo avatar è sempre su di giri, e mentre lei spazza casa e nasconde la polvere sotto i tappeti guarda ossessivamente l’orologio, quello al muro e quello biologico che tiene a freno con ogni trucco e rimedio.
Il tempo è il suo nemico numero uno e prega ogni giorno che si fermi affinché lei possa riportarlo indietro per ricominciare tutto daccapo evitando per prime le due gravidanze che le hanno allargato i fianchi e tolto libertà.

La sua anima cinica pensa ai tuit più clamorosi che la porteranno ad avere più di ventimila follower.
Ogni defollow è un’onta mortale.
Dei giornali legge solo i titoli. Le analisi accurate l’annoiano a morte e per lo più non le capisce: è la superficialità il piedistallo su cui poggia i suoi piedi calzati sempre da scarpe nuove.
Dei libri basta la quarta di copertina. Per sparare qua e là un tuit sull’ultimo romanzo alla moda non c’è mica bisogno di leggerli tutti!
Sai che roba!
Sai che noia!
E poi c’è il web.
E da lì, da dietro il monitor, qualunque provocazione può essere appianata con un clik su wikipedia.
Il luogo comune è per lei una scoperta quotidiana e chiunque glielo faccia notare non è che un viscido invidioso che con lei non ha niente a che spartire.
Il ban è la sua arma migliore: se non ti vedo non esisti.
Come i problemi esistenziali che guai a guardarli in faccia per quanto sono spaventosi.
La dialettica è la morte del suo pensiero autonomo letto su riviste femminili e sottolineato con cura.

Gli oroscopi sono la sua preghiera quotidiana, le affinità di coppia la sola via da perseguire e anche se non ha nessuno sottomano, dipinge il suo futuro rosa confetto al fianco di un uomo bellissimo e con un mare di capelli.
Ricco, naturalmente.
Sessualmente prestante, è ovvio.
Possibilmente intelligente, ma senza esagerare troppo.
È il nome la qualità principale di un maschio. La posizione solida e uno stato sociale che faccia invidia alle amiche: quelle che su FB clikkano “mi piace” su ogni gattino e palla di neve. Quelle che pur non leggendo una sillaba di ciò che scrive non fanno che adularla “perché non si sa mai, magari riesce e va in televisione”.
Perché alla fine, la riuscita oggi è solo nel colpo di culo e di fulmine: lo dicono anche i telegiornali.
Per questo frequenta locali alla moda e ogni sabato sera si presenta, tirata a lucido che quasi scintilla, là dove c’è quel po’ di carne al fuoco degna d’interesse.


Il suo lavoro è una zavorra.
Non ne parla mai ma nemmeno se ne lamenta.
Arriva in studio vestita da pin up e le secca anche nascondere la minigonna sotto il camice. Tra un paziente e l’altro sta on line e anche mentre “quello” parla non fa che tuittare e argomentare i fatti del giorno.
Sulla sua bio è scritto così: aiutare gli altri è una missione non comune.


8 commenti:

  1. Maestria nella descrizione. Per alcuni versi mi ricorda il miglior Pontiggia di "Vite di uomini non illustri", per altri lo sguardo spietato di Yates sulle meschinità umana.
    Migliori costantemente.

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  2. Arrossisco. Ma ti ringrazio. ;)) Grazie per la costanza e i per i tuoi commenti.

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  3. cinca70 dev'essere una ragazza spettacolare. La tenutaria di queste pagine lo è, e n'è al corrente.

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  4. Leggerti è un piacere vero ...ed un vero piacere regala emozioni nascoste e senza nome . Grazie Elena :))

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  5. è l'esatta descrizione di una mia conoscente (a parte la professione). è anche, però, un lucido (un po' spietato, ma va bene) ritratto del fallimento di molte. Bibolotti, sei grande!

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  6. Quadro esemplare. Hai una scrittura incisiva che oggi non è scontato trovare. È secca ma evocativa. Sarò banale ma da scribacchino ti dico che l' apprezzo molto.
    Un tipo di racconto che abbonda ma troppi confondono una narrazione che è fiera di facile cinismo da parole lucide ma eleganti.

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  7. Grazie Fabrizio, ed io apprezzo molto il commento di un collega. Soprattutto in un periodo di porte sonoramente sbattute in faccia. Ma si continua a scrivere. Buona serata e buona domenica.

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  8. Una certa solidarietà tra gli scrittori c'è sempre stata. Quel capirsi che deriva da chi vede e racconta il mondo con le parole... Io non so se sono un vero scrittore. Ci provo ma la solidarietà c'è e c'è quando credo di riconoscere un valore

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