giovedì 22 agosto 2013

Deriva #31 #deriva della seduzione: Libertina in panne.

Se qualcuno potesse fotografarmi in questo momento, vedrebbe un’espressione sorpresa. Occhi grandi spalancati nel buio. Dalla bocca, lasciata appena dischiusa, si potrebbe proprio dedurre che sono basita.
Parlo di seduzione, o meglio di NON seduzione.
Non apro la parentesi sulla faccenda che chi scrive lo fa per sedurre e bla bla bla... sono discorsi che ormai abbiamo letto su quasi tutti i manuali di scrittura, ascoltato in tutte le salse e rituittato in continuazione.
Io però, non ce la faccio a stare fuori dal mucchio e sparare “sentenze”, non posso che dissentire da chi accusa “gli altri” di essere autoreferenziali, quando già stare su un social network significa andare a caccia di attenzioni dando il meglio di sé.
Ecco il punto: mostrarsi per dare il meglio di sé.
Si può dire che la seduzione sia alla base delle azioni di molti. Delle mie sicuramente, e mi perdonino i detrattori se sul mio blog parto da me stessa cercando di ridare la parola a voi attraverso i commenti, non si chiama necessariamente autoreferenzialità, a volte può essere anche condivisione. Dipende da quanto è grande il nostro naso e se ci consente o meno di guardare più in là.
Comunque, grazie a dio, non siamo tutti così votati alla seduzione e all’ascetismo cronico tipico del narcisista, molti amano starsene in un angolo ad ascoltare gli altri senza emettere giudizi, anche perché, se fossimo tutti così maledettamente egocentrici, ci ridurremmo a misere solitudini nevrasteniche in attesa di attenzioni che non arriveranno mai.
Siamo qui che scegliamo le foto da postare, i più distratti ci propinano anche quelle sfuocate, e le frasi, ciniche secondo i gusti, da digitare senza virgolette come fossero nostra proprietà intellettuale, alla ricerca di qualcuno da sedurre, di qualcuno cui piacere.


Scrivendo Justine 2.0 ho lavorato molto con gli autoscatti (quello postato qui in alto è uno dei tanti).
Ho lavorato in teatro per anni, l’abitudine a cercare espressioni nello specchio non mi è passata. Inoltre, ero a qualche anno da qui, #FB non era un fenomeno di massa e #Twitter non era ancora nato. L’autoscatto aveva quel che di novità e un fascino segreto, a parte qualche "star" un po' trasgressiva, a fare autoscatti  eravamo forse in dieci.
Ogni volta che postavo primi piani del mio viso, arrivavano richieste private di scatti proibiti, più hot e più hard: dai che ce le hai, in fondo che ti costa... una soltanto... . La fantasia si scatenava e il “contatto” maschio voleva guardare più giù e oltre ciò che l’obiettivo gli restituiva.
Nonostante sia una fervente sostenitrice della pornografia, però, ho sempre ritenuto che mostrarla nuda e cruda sia un po’ come arrivare al dolce saltando l’intera cena.
Per me la seduzione parte dalla testa, e su questo, visto che lo tuittate di continuo, sarete d’accordo un po’ tutti.
La seduzione è una questione di tempi, modi e soprattutto luoghi. È la freccia, il famoso dardo lanciato dagli sguardi, il fluido magico è l’odore che l’altro emette, la voce che suona come il canto delle sirene di Ulisse... altrimenti, è soltanto fuffa.
La seduzione on line è attesa, sì, scoperta, sì, batticuore, ma sempre di ciò che l’altro ci vuole mostrare: silenzi compresi.
Ma nonostante lo sappiamo, la seduzione on line è diventata un must, e Justine 2.0 parla anche di questo, e di quanto in definitiva sia una perdita di tempo e soprattutto di “peso”, inviare a uno sconosciuto parti parziali di se stessi, le migliori. Di quanto poi sia rischioso farlo non ne parliamo nemmeno. Di quanto la cosa, quella, la seduzione, perda in termini di tenuta lo saprete anche da voi, e mi rivolgo a chi da dietro un profilo (da moralista o da puttana è lo stesso), invia foto osé ben rimaneggiate a chiunque sia un po’ più pepato o più interessante di altri.
Quanto tempo durano le storie on line? Quante volte si rimane deluse incontrandoli/le, fuori dai social network. Quanto e chi (soprattutto), crediamo di poter sedurre inviando un primo piano nudo e crudo dei nostri organi genitali.
La mia espressione basita si riferisce esattamente a un primo piano che una donna, una ragazza anche bella (e generosa direi, e dolcissima), mi ha inviato alcuni giorni fa pensando di farmi cosa gradita, e dopo aver digitato con me di ben altri argomenti. Di tutto fuorché di sesso.

Ricevere una foto così “intima”, senza averne fatto esplicita richiesta (questo è importante), mi ha fatto balenare nella testa un mucchio di cattivi pensieri.
Mi sono domandata che se io, donna, ho ricevuto in poche settimane ben cinque autoscatti di questo tipo da sconosciute, e non da professioniste del sesso, mi chiedo –e inorridisco a immaginare la risposta- quanti ne ricevono i maschi alfa, rampanti, cinquantenni, ricchi, scrittori, giornalisti, editor, musicisti, bestselleristi, registi, attori, trasformisti, politici, senatori, manager, direttori... presenti sui social media e disponibili al dialogo.
La fica come biglietto da visita dell’era 2.0
Una massa di fiche rasate e disponibili in attesa di ammirazione e plauso.
Vi  infastidisce che abbia scritto fica e non patata o altro? Ecco, è un po’ la stessa cosa che ho provato io aprendo la posta. È successo perché sono una donna? Non credo, fosse stato un bel cazzo duro avrei avuto la stessa reazione. Credo piuttosto che la seduzione non passi da lì, ecco, non solo, non sempre e non comunque.
Posso passare un’intera serata a sedurre qualcuno standogli a due metri di distanza, e senza che vi debba essere alcun seguito. Possiamo sedurre raccontando una storia o commentando un film, possiamo sedurre semplicemente essendo ciò che siamo e non chi fingiamo di essere: femmine mangia maschi pronte a tutto.
La seduzione è una cosa ben diversa dalla ricerca di attenzione. E passa soprattutto dallo sguardo, che se si riempie di dolcezza al pensiero di averlo addosso, il nostro interlocutore, diventa più hot che mille primi piani della nostra preziosa fichetta che poi, non dimentichiamolo mai, è molto più simile di quanto crediamo a quella di tutte le altre, anche se decidiamo di ornarla di piercing e brillantini.

Se, come tuittiamo così spesso, siamo così convinte che la testa seduca più di ogni altra cosa, allora usiamola. Possiamo.

(P.S. e comunque, a me il pube mi piace solo se foltissimo e riccio).


3 commenti:

  1. un articolo molto intelligente e ricco di humor.
    niente sottotracce psicologiche, ma semplici linee di stile.sono d'accordo con " a me piace..." questo disboscamento è incomprensibile. un abbraccio.

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  2. complimenti per l'articolo

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  3. L'ho scritto più e più volte nel mio Blog, quindi mi trovi completamente d'accordo, la seduzione, quella vera, al pari del corteggiamento, sono pratiche che vanno via via sparendo, banalmente sostituite dalla "veloce comodità" dei social o peggio ancora, dall'immediatezza dei telefonini "evoluti"...
    Sedurre, corteggiare necessitano di tempo e dedizione, magari anche un pò di sentimento, ma nell'epoca del tutto subito "scambiarsi" foto di cazzi duri e fiche più o meno pettinate, sembra la soluzione migliore...
    Che povertà d'idee...
    Spero sia solo una moda momentanea che, al pari di tutte le mode momentanee, sparisca senza lasciar traccia di sé...
    P.s, anche a me non piace la fica glabra, in compenso il termine fica, mi riporta sia succosi ricordi che a futuri desideri...
    Baci.

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